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Per farvi capire quanto la bocca sia un apparato complesso ed estremamente specializzato dal punto di vista neurofisiologico basti pensare che è lì che il primo atto motorio compare, nella decima settimana intrauterina. Quindi la prima connessione motoria prodotta è proprio con la bocca, attraverso la deglutizione.

Inoltre un canino è rappresentato da 5000 neuroni a livello del sistema nervoso centrale ed un recettore parodontale (il terminale neurologico posto tra dente ed osso di sostegno del dente, deputato ad inviare le informazioni al Sistema Nervoso Centrale – SNC) è sensibile a variazioni spaziali di 6/8 micron (millesimi di millimetro): il più sensibile di tutto il sistema umano.  Non solo, è anche il più veloce come conduzione nervosa: 120 metri al secondo!

E se un dente andasse perso cosa ne sarebbe di questi neuroni?

Si andrebbe incontro all’atrofia di una colonna neuronale a livello della corteccia celebrale. Ovvero di quei neuroni che sono connessi con la funzione di quel dente. Pensate che la letteratura scientifica ha individuato una correlazione tra capacità masticatoria e capacità cognitive. Infatti, secondo alcuni studi, nella Demenza salta la coordinazione motoria a causa dell’alterazione delle correlazioni neuronali e della necrosi neuronale.

 

Tuttavia vi sono incoraggianti studi in cui è stata rivalutata la neuroplasticità del cervello in pazienti riabilitati con protesi supportata da impianti (ossia l’adattamento del sistema nervoso centrale a stimoli o danni, creando nuove connessioni o riadattandone alcune inattive) dopo il ripristino delle sensazioni sensitive e motorie relativi ai movimenti masticatori e deglutitori (perché la mancanza di denti condiziona molto la posizione della lingua e  quindi la deglutizione), riscontrando aumenti di livelli ematici e di ossigeno in alcune zone del cervello (tra cui l’ippocampo, che svolge un ruolo fondamentale sulla memoria).

Questo spiegherebbe l’incremento di sensibilità tattile in questi pazienti riabilitati, contribuendo quindi non solo ad un bel sorriso e miglioramento delle funzioni nutritive, ma anche un rallentamento dei processi di deterioramento del sistema nervoso. Questo potrebbe essere dovuto ad un ripristino sensitivo di alcuni recettori (il terminale neurologico deputato ad inviare le informazioni al Sistema Nervoso Centrale e quindi al cervello) che si trovano nell’articolazione temporo-mandibolare, nella muscolatura masticatoria, nelle gengive, nell’osso, che danno vita ad una complessa rete di informazioni sensitive e motorie relative ai movimenti masticatori e all’occlusione.

E sarebbe proprio questo “dialogo” con il cervello, ripristinato grazie a protesi supportate da impianti, che avrebbe un effetto rigenerante per i neuroni della corteccia cerebrale deputati a quella funzione.